Chenjiagou

Il villaggio della famiglia Chen

 

Chenjiagou, il "villaggio della famiglia Chen", si trova nella provincia dello Henan, nella contea di Wen.

Ingresso di ChenjiagouÈ un piccolo villaggio rurale di circa tremila abitanti, per i quali il Taijiquan è diventato uno stile di vita. Dai 4 anni in su i bambini iniziano a studiare i movimenti di boxe, e girando per le strade di fango del villaggio, all'alba o a sera inoltrata, non è raro incontrare anziani che praticano Lao Jia, la "antica intelaiatura", Xin Jia, la "nuova intelaiatura", o Xiao Jia, la "piccola intelaiatura".

Tutte le generazioni a Chenjiagou praticano Taijiquan, e c'è un'alta percentuale di maestri o praticanti di buon livello, considerato l'esiguo numero di residenti.

Bambini che si allenanoIl Taijiquan è ciò che fa di questo piccolo villaggio di campagna un posto unico al mondo. È ciò che riempie la giornata dei giovani, quando non lavorano nei campi o svolgono altre attività. Ed è anche l'orgoglio degli abitanti del villaggio, che vanno molto fieri di come il loro stile di boxe sia diventato così popolare in tutto il mondo.

Il villaggio Chen è abbastanza isolato; oggi la vita è meno difficile che in passato, ma è comunque abbastanza dura e spesso la più comune alternativa, per i giovani, è il lavoro nei campi. Qualcuno, più benestante, riesce ad andare a studiare in qualche università vicina o lontana, ma sempre più spesso i giovani di Chenjiagou emigrano nelle grandi città in cerca di lavoro.

Tuttavia, parlando con i giovani, si nota fortemente l'attaccamento al proprio villaggio, dove la vita scorre sempre uguale, scandita da un ritmo lento e dalla pratica costante del Taijiquan.

Vecchia casa di Chen XiaowangChi lavora inizia prima dell'alba e al ritorno, la sera, dal lavoro continua a praticare gli esercizi di boxe. Chi è libero spesso pratica tutto il giorno, iniziando la mattina, con la pausa per il pranzo e continuando il pomeriggio. Naturalmente tra una chiacchiera e l'altra… Così anche per chi insegna o per gli studenti: la giornata è fatta di Taijiquan.
Il cuore del villaggio è un incrocio nel quale confluiscono le due strade maggiori (nessuna strada è asfaltata e nei giorni di pioggia camminare è un'impresa non indifferente),e praticamente tutte le botteghe del villaggio. C'è anche la bottega del barbiere, dove spesso si trovano gruppi di studenti della scuola (il 90% vengono da fuori e restano a Chenjiagou per qualche anno), e due piccoli "ristoranti" (una stanza con un tavolo rotondo, dove puoi chiedere al padrone di casa che ti cucini quello che vuoi). Il "cinema" è una casa privata dove, in compagnia dei padroni di casa, puoi guardare un film. Da qui parte anche, ogni ora circa, un piccolo bus di circa 10 posti per la vicina città di Wenxian.

Foto di una casa

Ogni dieci giorni la strada principale si riempie per il mercato, e si può trovare veramente di tutto (andare insieme agli studenti della scuola può evitarvi di venir imbrogliati sul prezzo).
Le escursioni termiche sono impressionanti: si va da circa 10° sotto zero in inverno, ai normali 40° estivi, e in queste stagioni praticare Taijiquan è veramente difficile. In inverno la vita è molto dura perché spesso le case non hanno dei validi sistemi di riscaldamento, e anche l'acqua arriva a gelare molto spesso. In estate il villaggio si riempie di mosche e insetti che, viste le condizioni igieniche generali, proliferano e risultano noiosi e pericolosi. Naturalmente l'aria condizionata non esiste.Anche in primavera le escursioni termiche sono abbastanza strane: al mattino fa abbastanza freddo, ma già verso mezzogiorno si toccano i 30°.

Foto di una stradaChenjiagou non è assolutamente un posto per turisti. Vivere al villaggio per un periodo di studio è veramente molto duro, e le condizioni di vita non sono quelle a cui noi occidentali siamo abituati. Le condizioni igieniche o dei cibi possono procurare problemi anche seri. La conservazione dei cibi non è quella ideale: la carne ad esempio è venduta su un banchetto di legno per strada, dov'è tenuta, al sole, per più di un giorno, e ci sono polvere e insetti dappertutto, così come escrementi di animali che girano liberamente per il villaggio, compresi parecchi grossi topi.

Anche la dieta non è simile alla dieta occidentale: riso in acqua calda è la base dei tre pasti, ma in compenso si trovano frittelle dolci e pane molto buono, comprato a un angolo di strada da una simpatica famiglia.

Anche pensare di andare a studiare senza un'adeguata preparazione al Taijiquan è un'idea infelice: le lezioni iniziano verso le 9.00, ma come gli altri studenti, è ben visto dagli insegnanti iniziare prima di colazione, verso le 6.00. Le lezioni, nello stile cinese, sono molto dure e la pratica, con le pause per i pasti, dura fin verso le 17.00, con questo o quel gruppo, con questo o quell'istruttore. Alla fine resta solo la voglia di andare a letto, per ricominciare l'indomani. Nessuna distrazione "turistica" è possibile. Studiare a Chenjiagou è consigliato solo a chi è veramente motivato e già abituato a studiare con un serio insegnante cinese e a "lavorare duro", molto duro.

A Chenjiagou le sere sono quiete e la gente si riunisce in casa a giocare a Xiangqi (scacchi cinesi) o a Mahjiong, o nelle botteghe a parlare… È strano incontrare per strada così tanti maestri noti anche nel resto della Cina o nel mondo occidentale, tranquillamente seduti a giocare o chiacchierare, Cimiterocosì come intravedere, nei cortili o agli angoli delle stradine, nella luce incerta del crepuscolo, gruppi di persone di tutte le età che praticano Taijiquan. Ma non ci si lasci ingannare dal romanticismo che evocano queste immagini: studiare il Taijiquan a Chenjiagou è un'esperienza molto pratica, fisica e dura, e per niente legata a falsi miti che vorrebbero ricondurre quest'arte marziale a comode e alternative mode del momento.