Il Taijiquan

La boxe del Grande Termine

2002

Il Taijiquan è oggigiorno conosciuto e praticato da un numero sempre crescente di persone in tutto il mondo. Le sue caratteristiche di arte del movimento bella ed elegante da vedere e l'innegabile efficacia delle sue applicazioni marziali ne fanno infatti un tesoro unico ed inestimabile della millenaria cultura cinese.

Questa crescente diffusione è però ancora accompagnata da una buona dose di ignoranza riguardante l'argomento. L'immagine che si ha sovente del Taijiquan è infatti quella di una sorta di danza dai movimenti morbidi e aggraziati, il cui solo scopo sembra essere quello di guarire miracolosamente un’ umanità malata dallo stress dei tempi moderni. Anche coloro che hanno una buona confidenza con le arti marziali spesso non considerano il Taijiquan per quello che effettivamente è: un'arte di combattimento molto potente e raffinata che si basa su principi superiori e quindi un pò difficili da capire o da mettere in pratica.

Questo avviene essenzialmente per due motivi: il primo è lo scarseggiare di maestri qualificati con conseguente diffondersi di insegnamenti di scarsa qualità. Il secondo motivo che ha contribuito in gran parte a popolarizzare l'attuale immagine del Taijiquan è che esso si è via via impoverito dei suoi contenuti originari. La maggior parte delle forme di Taijiquan oggi praticate nel mondo deriva infatti dalla sequenza sistematizzata nei primi decenni di questo secolo da Yang Chengfu, nella quale sono totalmente assenti elementi come esplosioni di energia o variazioni di ritmo durante l'esecuzione, cose queste che ne facilitarono la diffusione di massa.

Ma tali elementi non sono, come si potrebbe essere indotti a pensare, estranei alla pratica del Taijiquan: li ritroviamo infatti nelle sequenze della scuola Chen, oggi in rapida diffusione nel mondo, ma ancora poco conosciuta. Lo stile Chen è il più antico, e da esso derivano tutti gli altri stili di Taijiquan conosciuti.

La boxe della famiglia Chen

Chenshi Taijiquan

Chen Wangting e JiangfaSebbene l'origine del Taijiquan venga spesso attribuita al leggendario eremita taoista Zhang Sanfeng, la realtà storica è ben diversa.
Negli anni '60, dopo uno studio accurato delle fonti storiche, si giunse alla conclusione che le origini di quest'arte devono essere fatte risalire a Chen Wangting, un guerriero professionista vissuto a cavallo tra la caduta della dinastia Ming e l'avvento di quella Ching.

Sembra che egli fosse molto famoso per la sua abilità marziale e che avesse contribuito attivamente a combattere il fenomeno del banditismo. Ritiratosi nel villaggio di Chenjiagou (distretto di Wen, Henan, Cina del Nord) dopo la caduta dei Ming, Chen Wangting si dedicò a perfezionare il suo sistema di combattimento e ad insegnarlo ai giovani della famiglia, così che potesse essere tramandato nelle generazioni a venire come un tesoro da custodire all’ interno del clan.

Da chi avesse appreso questo tipo di boxe oggi non è possibile saperlo. Probabilmente il suo lavoro fu di sistematizzare in una serie di esercizi e sequenze un patrimonio marziale già esistente e giunto fino a lui.
Le sequenze marziali create da Chen Wangting comprendevano inizialmente cinque forme di Taijiquan, cinque forme di Pao chui (pugni come colpi di cannone), e una forma di "lunga boxe", Chang quan, di centotto posizioni. Nel corso dei secoli, però, i discendenti di Chen Wangting avevano progressivamente abbandonato lo studio di tutte le sequenze della famiglia, e solo poche persone le praticavano ancora professionalmente, perchè esse presupponevano una dedizione che tendeva a venire meno col mutare delle condizioni storiche. L'introduzione delle armi da fuoco, ad esempio, faceva via via perdere importanza pratica a queste arti da combattimento, fino ad allora invece necessarie per difendere la propria stessa vita e il proprio clan.

Verso la fine del '700 quasi tutte le sequenze insegnate da Chen Wangting erano andate perdute, ad eccezione della prima sequenza di Taijiquan e del Pao chui. In questo periodo Chen Changxing (XIV generazione della famiglia Chen) unificò e sistematizzò il materiale a sua disposizione, dividendolo in due parti: una prima forma, chiamata "Lao jia" (Antica intelaiatura), che pone l'enfasi sul rilassamento e la stabilità, e una seconda forma di Pao chui, più complessa della prima, che tende a sviluppare forza, agilità e velocità.

Chen Fake La forma Lao jia ha subito delle elaborazioni nel corso dei secoli, fino ad arrivare al famoso Maestro Chen Fake (1887-1957), che durante la sua permanenza a Pechino, sistematizzò una nuova sequenza, chiamata "Xin jia" (Nuova intelaiatura), oggi maggiormente diffusa nel mondo.

 

 

 

Chen ZhaokuiChen ZhaopiUn grande contributo alla diffusione e soprattutto al mantenimento della tradizione della famiglia fu dato in questo secolo da Chen Zhaokui e Chen Zhaopi, il figlio ed il nipote di Chen Fake, che, in tempi di proibizionismo delle arti marziali, continuarono nascostamente a trasmettere questo sistema di boxe e i suoi principi ai discendenti della famiglia.


Quattro dei loro più famosi studenti rappresentano al giorno d’oggi nel mondo questo stile: Chen Xiaowang, nipote di Chen Fake, il cugino Chen Zhenglei, Zhu Tiancai e Wang Xian.

Chen Xiaowang Chen Zhenglei Zhu Tiancai Wang Xian
Chen Xiaowang Chen Zhenglei Zhu Tiancai Wang Xian

Caratteristiche del Sistema

L’arte della morbidezza

Piccolo Circuito CelesteIl sistema di studio del Taijiquan stile Chen permette di sviluppare determinate qualità, molto importanti per ottenere buona abilità nell’arte marziale, buona salute e, non ultima, una visione della vita più aperta e completa.
Ottenere un buon rilassamento è senza dubbio il traguardo più importante e impegnativo: essere rilassati non è mai troppo! Attraverso un progressivo rilassamento delle tensioni nel corpo si ottiene una buona centratura, la postura diventa corretta e il Qi inizia a scendere al Dan tian e a fluire liberamente nel corpo, cosa impossibile se gli esercizi sono eseguiti in stato di tensione. Questa diversa coscienza posturale permette di acquisire grande stabilità, i piedi sono come “radicati” a terra. Un sempre maggiore rilassamento aiuta inoltre ad acquisire sensibilità e velocità di esecuzione, cosa importantissima nel Tui shou, in cui è fondamentale prevedere e “sentire” in anticipo le intenzioni e i movimenti dell’avversario, per poterli anticipare e usare così la sua stessa forza contro di lui. Ciò è possibile solo se si è più rilassati e “centrati” dell’avversario.
Una buona circolazione energetica, inoltre, “nutre” il corpo e aiuta a mantenersi in buona salute. Un corretto assetto posturale previene e corregge problemi muscolari e/o ossei.
Il nostro organismo può essere considerato come un sacco riempito di acqua salata, con all'interno una quantità di "motori " che emettono potenziali elettrici (gli organi). Tutto ciò genera campi elettrici, migrazioni di ioni, assimilazione e smaltimento del combustibile, cioè un sistema energetico vivente! È quindi chiaro che una buona gestione dell'energia, della sua distribuzione, sia non solo una buona cosa, ma una necessità per mantenere nella migliore condizione possibile il nostro sistema. È un concetto ben chiaro nell'ambito medico che un organo ben "nutrito" (irrorato dal sangue) e ben pilotato (innervato) difficilmente si ammalerà. Ad un livello ancora più generico potremmo dire che laddove l'energia potrà giungere liberamente e nella giusta quantità difficilmente si potranno verificare inconvenienti.
Il Taijiquan non solo possiede questo aspetto "energetico" ma seguendone i principi si potranno migliorare altre facce della propria salute : la postura, l'equilibrio, la coordinazione motoria, la tranquillità interiore, il sistema cardio-vascolare, la flessibilità motoria.
Ricordiamo che quando una pianta ha solide radici che vengono ben nutrite tutto il resto crescerà in armonia e vitalità. Impariamo a gestire il nostro potenziale energetico senza sprechi in gesti grossolani o tensioni inutili, ad entrare in armonia con noi stessi e con ciò che ci circonda, ad essere lucidi e creativi…

Le caratteristiche peculiari dello stile Chen sono essenzialmente due: l'utilizzo di un tipo di energia esplosiva (Fa jin), e quello di un tipo di energia a spirale (Zhansi jin). La corretta comprensione di quest'ultima è una delle chiavi, forse la più importante, per acquisire una certa abilità marziale nel Taijiquan.

Zhansi Jin (Chan Ssu Chin)

Forza avvolta come un filo di seta

ZhansijinSi tratta di un modo particolare di utilizzare la forza, con movimenti a spirale eseguiti in senso orario o antiorario. Per definire questa forza, i maestri della scuola Chen usano l'espressione "forza avvolta come un filo di seta", per il suo somigliare a un filo di seta che si dipana dal bozzolo disegnando spirali che si muovono nello spazio.

Per quanto riguarda la parte superiore del corpo, la forza interiore avvolta in senso normale (Shun Zhansi jin) parte dal Dantian, sale fino alle spalle, ruota intorno al braccio passando per il gomito, e si trasferisce alle dita delle mani. Viceversa, la forza interiore avvolta in senso inverso (Ni Zhansi jin) inizia dalle dita, e svolgendosi a spirale passa per i gomiti, le spalle, e finisce al Dantian. Per avere un'idea del movimento di queste forze, potremmo dire a grandi linee che è paragonabile al movimento di una vite che entra ed esce dal legno.

Fa Jin

La forza che scaturisce

La "forza che scaturisce" o "forza esplosiva" (fa jin) si emette durante l'espirazione. L'emissione di energia che il fa jin comporta è oggi presente quasi soltanto nelle forme di allenamento della scuola Chen, ed in particolare nella seconda (Pao chui), ma probabilmente all'inizio era presente anche nelle forme della scuola Yang. L'emissione di questa forza è rapida come un lampo e avviene quasi inconsciamente.

Chen Yanlin scrive: "L'emissione della forza avviene senza averne coscienza. Nel momento dell'emissione, meno si ha l'impressione di produrre energia, più l'avversario la riceverà con forza. Viceversa, se l'energia sembra uscire con violenza, colui che subisce l'attacco non la riceve con l'intensità voluta. Il motivo risiede nel fatto che, se colui che emette ha la sensazione di avere forza, tale forza non è uscita completamente".

Un'altra caratteristica del fa jin è la sua rapidità di emissione. Il Maestro Chen Fake diceva che si tratta di una "forza d'accelerazione". I cinesi considerano infatti la rapidità dell'attacco più importante della sua intensità. Si legge infatti in un antico testo "Insondabili come le nuvole muovetevi con la velocità del lampo".

Per raggiungere tale velocità è indispensabile una grande lentezza, al fine di acquisire la massima precisione. Soltanto l'estrema lentezza rende estremamente precisi. Il fa jin è emesso come da una molla che si tende. Il corpo è come un arco e la forza come una freccia.

Ultima ma non meno importante, la possibilità di emettere questa forza da qualunque distanza e con qualunque parte del corpo, cosa che permette un indubbio vantaggio in combattimento.