Il Taoismo

Il Daoismo (Taoismo) è un'antica corrente di pensiero cinese che influenza moltissimo il Taijiquan, e le cui idee fondamentali sono contenute nell'opera "Dao De Jing" (Tao Te Ching), attribuita al filosofo Laozi (Lao tzu).
Si tratta di un personaggio non sicuramente storico, ma che leggenda vuole si sia stufato a un bel momento della corruzione di costumi in cui versava la corte e la società cinese tutta, e si sia diretto verso occidente a cavallo di un bufalo. Il “Dao De Jing” sarebbe appunto il pegno che Laozi lasciò al guardiano del passo, al confine, per poter abbandonare la Cina.

I concetti fondamentali del Daoismo sono quelli di Dao (Tao), e di Wu wei. Il concetto di Dao è in realtà molto complesso. Semplificando al massimo potremmo dire che il Dao è la "Via", ma anche il principio e la fonte di tutto ciò che esiste. L'aspetto esteriore del Dao è rappresentato dai due principi opposti e complementari YIN e YANG.

taiji tu png

Il concetto di YIN e YANG ci insegna che gli opposti esistono l'uno in relazione all'altro, si fondono e si integrano alla perfezione, e mai uno dei due prevale definitivamente sull'altro. In questo modo possiamo accettare i momenti negativi come manifestazioni particolari del positivo, e non montarci la testa per le vittorie eclatanti, perché "il ritorno è il movimento del Dao", e lo YANG genererà presto lo YIN, facendo della nostra vita un susseguirsi di cicli concentrici di fortuna e sfortuna, successo e insuccesso, salute e malattia. Alcuni esempi della teoria YIN/YANG applicati al Taijiquan sono:

Shangxia Xiangsui - sopra e sotto si seguono a vicenda

Xushi Fenming - distinguere chiaramente vuoto e solido

Gangrou Xiangji - vigore e morbidezza si integrano a vicenda

L'altro concetto fondamentale è quello di Wu wei, che possiamo tradurre con "non azione". Si intuisce facilmente che il termine non va preso alla lettera. Non agire non significa infatti rimanere passivi o inoperosi. Piuttosto con una certa esattezza potremmo dire che il suo significato è quello di "perfetta azione", cioè azione conforme ai principi naturali.

Si può ancora una volta adattare questo principio alla pratica del Tui Shou: solo conoscendo alla perfezione le leggi del movimento, che regolano l'uso delle forze, possiamo utilizzare l'irruenza dell'avversario contro di lui. Se i due contendenti oppongono forza alla forza, infatti, dimostrano di non conoscere le leggi naturali. In questo caso il confronto premierà il più forte tra i due.

Lo stesso Laozi nel "Dao De Jing" dice che "tra due combattenti vince colui che cede"; così, attraverso la cedevolezza e il corretto utilizzo della forza, il Taijiquan ci aiuta ad avere la meglio su avversari apparentemente più forti. Wu wei è quindi anche assecondare il movimento e adattarvisi senza ostacolarlo.