Praticare oggi il Taijiquan, o Tai chi, com'è familiarmente chiamato e conosciuto in occidente, non è facile.

Non è per tutti, anzi è decisamente per pochi.

MarcelloScienza del vivere, Via al risveglio e alla scoperta di sè, quest'arte marziale sintesi tra metodo di longevità, meditazione in movimento e sistema di lotta, appartiene sempre più a un mondo che scompare.

In questo tempo sempre più veloce, il Taiji, con i suoi movimenti lenti e aggraziati, pazienti, appare scomodo e troppo impegnativo.

Non abbiamo tempo per noi stessi: come potremmo avere tempo per imparare o praticare il Taiji? Dieci anni, vent'anni, una vita… Magari anche solo un'ora al giorno.

Questa è la richiesta che ci fa il Taijiquan per entrare dentro di noi. Si dice che quest'arte sviluppi la forza interiore, ma è una lotta dura, la più dura, quella contro noi stessi, contro i nostri demoni e le nostre debolezze, e c'è bisogno di essere grandi, di essere forti, c'è bisogno di volontà e impegno.

La disciplina nella pratica rende perfetti, un passo dopo l'altro sentiamo il contatto con la terra, il corpo ruota con le sei armonie, il respiro assorbe l'universo....La trasformazione del sè ha inizio.

In questo tempo che corre il Taiji è un sogno, una "favola per immagini"…Noi stiamo vivendo questo sogno possibile... Auguriamo a tutti di viverlo insieme a noi.


Capacità di adattarsi, capacità di sognare,
capacità di superare gli ostacoli della vita,
capacità di non opporsi, capacità di vincere...
Ogni individuo trova nella pratica del Taiji, in maniera del tutto personale,
la sua Via verso il risveglio...