Taijiquan a Fudenji - Luglio 2003
La settimana passata al monastero di Fudenji è andata molto oltre ogni aspettativa.
Una settimana lontani dalla cosiddetta “civiltà”, immersi nello splendido parco naturale di Fudenji, rivelatosi al primo impatto subito meraviglioso, in mezzo alla natura, soli con noi stessi e con il nostro Taiji.
Una settimana senza TV, passata a chiacchierare e ridere tra noi, la
sera, attorno al tavolo sotto l’unica lampada, o a guardare le stelle.
C’è stata la luna piena, qualcuno ha dormito ogni notte sotto
le stelle, chiuso nel suo sacco a pelo, risvegliandosi alle prime luci
dell’alba per la pratica collettiva del Qigong…
Una settimana passata ad essere come si dovrebbe: sereni, spensierati, concentrati sullo studio e sul ritmo naturale…giorno e notte, caldo e freddo, movimento e stasi…e a vivere rapporti umani trascurati nella vita di città.
La contemplazione del giardino Zen (guardare e non toccare) e la pace che dà, la buonissima cucina di Maria, la nostra “cuoca da campo”, il Taiji all’interno del bosco nelle ore più calde, con il rumore delle sciabole che schioccano, alle 6 la sveglia per i meno pigri, la pratica del Qigong che ci portava affamati a colazione…
Poi altre 5 ore di allenamento e studio, contro il caldo e le gambe pesanti
dei primi due giorni…Taijiquan gustato e studiato come da chi non
ha altro da fare per una settimana, a “cuore sereno e mente concentrata”,
con la voglia di capire e scoprire particolari forse non notati alle lezioni
in palestra, che ci hanno fatto crescere tecnicamente, e ognuno solo con
se stesso, la propria voglia di praticare di più o di meno…
Lo Zazen: 20 minuti che sembravano intollerabili alle menti più
“veloci”, ma che dopo un paio di giorni tutti ricercavamo
con entusiasmo…meditazione che lascia la mente in silenzio e ognuno
di fronte a se stesso.
E dopo i colloqui con il Maestro Taiten Guareschi, ovviamente incentrati sulla pratica e lo spirito delle Arti Marziali.
Poi, dopo cena, c’era il famigerato Tatami…temuto e ricercato avidamente. Il grande tendone con le materassine ci accoglieva per altre tre ore buone di allenamento dei più avanzati o bellicosi nel Tui shou o in quello che a Chenjiagou chiamano “Taiji shuai jiao”, una forma di lotta sportiva derivante dal Tui shou tradizionale, i consigli tecnici e le mie lezioni informali, le proiezioni e gli atterramenti, il sudore e la fatica che ci ha accomunati…anche chi faceva da spettatore o semplicemente chi si dedicava a chiacchiere, risate, o alla proiezione di video di Maestri dello stile Chen sul computer di Veronica…
Ma
soprattutto è stata una settimana di cui ricorderemo la chitarrata
di Piero, il falò, l’avo di Fabio che recitava i sutra
Zen dal profondo del subconscio, le foto di Carlo, le coccole di Marzia,
che faceva da amorevole infermiera a un malcapitato che poco reggeva
l’alcool (non possiamo fare il nome, ovviamente, ma di cognome
fa Tinti)…
L’affascinante dimostrazione serale del sottoscritto e degli Istruttori di pressoché tutto il programma di studio della Scuola. La partecipazione di amici nuovi che sono venuti a fare il week-end con noi, per conoscerci e avvicinarsi al nostro Taiji, i ragazzi del massaggio shiatsu che amichevolmente ci hanno messo a disposizione la loro pratica, e che abbiamo chiamato con noi a fare Taiji…
Una settimana di full immersion nel Taijiquan e in se stessi come, credetemi,
ognuno di noi dovrebbe assolutamente fare…
Grazie a tutti
Marcello