Il Wu De, virtù marziale

Wu De (Virtù o Morale Marziale) è un termine che indica l’insieme di regole etiche a cui dovrebbe sottostare il praticante di Arti Marziali.
Da tempi remoti fino ai giorni nostri, lo studio delle Arti Marziali cinesi è stato soggetto all’osservanza delle 5 virtù fondamentali (Wu Chang) del Confucianesimo:

  1. Benevolenza, umanità, bontà (REN)
  2. Giustizia, rettitudine, equità (YI)
  3. Ordine, regole di condotta, ideale (LI)
  4. Saggezza, intelligenza, ingegno (ZHI)
  5. Verità, tener fede alla parola data, sincerità, coerenza (XIN)

Queste virtù regolano sia i rapporti all'interno delle Scuole di Arti Marziali che il comportamento del praticante verso la società e costituiscono una caratteristica imprescindibile per poter proseguire il proprio cammino nelle Arti Marziali tradizionali.

Si dice:

Chi vuole studiare l'Arte Marziale deve innanzitutto rispettare l’etichetta (la ritualità, i riti), colui che vuole apprendere le tecniche marziali deve prima di tutto acquisire la virtù”.

Se il cuore è retto il pugilato sarà corretto, se il cuore è deviato, il pugilato sarà parziale”.

Il Gong Fu è limitato, il benevolo non ha nemici”.

Per allenare la marzialità prima si deve allenare la morale, per insegnare all'uomo prima si deve insegnare al cuore”.

Nella mentalità delle Arti Marziali cinesi è ben noto come il giudizio su un buon allievo non sia determinato soltanto dalla sua abilità tecnica, ma piuttosto dal suo modo di pensare, carattere e moralità. Un praticante può essere pieno di talento e lavorare impegnandosi duramente, ma se non dimostra di essere moralmente degno, non riceverà un’istruzione completa dal suo Maestro.

Il Wu De entra in gioco quando un Maestro accetta nuovi allievi “interni” o personali. Generalmente un Maestro esamina per anni la morale di un possibile allievo prima di trasmettergli ogni conoscenza in suo possesso.
Per un Maestro è quindi molto difficile trovare un buon allievo. A volte all’inizio degli studi l' allievo è entusiasta e sincero, e accetta di buon grado la disciplina, osservando le buone maniere. Ma magari col passare del tempo qualcosa cambia, e l’allievo si comporta in modo differente da quello iniziale. Per questo il Maestro osserva, aspettando anni prima di decidere se insegnare o no tutto quello che sa all’allievo.

Il Wu De nella nostra Scuola

Nella nostra Scuola vogliamo porre particolare attenzione all’etica Marziale: essa è indispensabile per la creazione e il mantenimento di relazioni stabili tra gli uomini e nella società. Chi vuole studiare con noi il Gong Fu deve rispettare questi principi. Mentre si apprendono le abilità marziali, si dovranno anche coltivare le qualità morali.

wang_xian_qa_buIl rispetto per l’Insegnante e la cura reciproca tra Maestro e allievo è la regola base della nostra Scuola: sia il Maestro che l’Allievo devono prendersi cura reciprocamente di essi, e considerare un tesoro la relazione che si instaura tra di loro. Ci vuole impegno e una buona dose di modestia: si deve imparare gli uni dagli altri per migliorare, e collaborare insieme.

Invece di guardare l’Arte come qualcosa che si può comprare e vendere, l’Etica Marziale ci permette di considerarla un raro tesoro, e di guardare l’Insegnante come una persona che mette la sua Conoscenza a disposizione della comunità, e si prodiga per diffondere l’Arte e farla apprezzare a chi non la conosce.

Dividiamo la Virtù Marziale in due aspetti:

1. Indicazioni comportamentali:

  • Rispetto, Stima per i propri insegnanti e i più anziani
  • Buone maniere, Umiltà, Comportamento dignitoso, Gentilezza, Benevolenza
  • Rettitudine, Giustizia, Onestà, Sincerità, Correttezza, Imparzialità
  • Integrità, Decenza, Moralità, Nobiltà di vedute
  • Lealtà, Fedeltà, Esser degno di fiducia

2. Sviluppo di una “mente di saggezza” (I Tre Spiriti):

  • Fiducia, Coraggio
  • Volontà, Determinazione
  • Perseveranza, Resistenza, Pazienza

I doveri comportamentali sono tradizionalmente considerati più importanti rispetto alla pratica di sviluppo della “mente di saggezza”, perché riguardano le relazioni tra lo studente e l’Insegnante, o tra lo studente e gli altri studenti, gli altri artisti marziali, la gente comune, e in generale il nostro comportamento nella società. Uno studente che non pratichi abbastanza questo aspetto non dimostra sufficiente moralità.

La pratica dei Tre Spiriti riguarda il proprio percorso di sviluppo personale, e la coltivazione di sé stessi per raggiungere un buon livello nella pratica, un livello in cui la saggezza domini le emozioni.
I due aspetti della Virtù Marziale non possono però non coesistere.

La nostra Arte deve innanzitutto portare gioia a chi la pratica, e contribuire a migliorare le condizioni di salute psicofisica di più persone possibile. Nostro compito è sforzarci ogni giorno tramite la nostra Arte di promuovere le buone relazioni e l’amicizia tra i popoli.

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Le "venti proibizioni". Dal codice dell'etica della famiglia Chen:

  1. Non approfittare di una posizione d’autorità per prevaricare gli altri.
  2. Non fuggire per paura dai forti e non insultare i deboli.
  3. Non temere per se stesso, andare in aiuto di chi è in pericolo.
  4. Non commettere crimini.
  5. Non contare sulle proprie abilità di gong fu per combattere con altri.
  6. Non approfittare di una posizione superiore per diventare arrogante.
  7. Non svendere la propria Arte per la via.
  8. Non formare una cricca quando si viaggia in un altro luogo.
  9. Non sguazzare nel lusso, o vivere un'esistenza misera.
  10. Non essere orgoglioso o egocentrico.
  11. Non entrare in discussioni con una persona pazza o violenta.
  12. Non contendere con l'ignorante.
  13. Non essere orgoglioso con i poveri o il servile con i ricchi.
  14. Non agognare guadagni non dovuti.
  15. Non aver nulla a che fare con bere o prostituzione.
  16. Non rifiutarsi di pagare debiti pubblici o privati.
  17. Non usare le cose pubbliche per fini personali.
  18. Non perseguire le trappole di alte cariche o di uno stipendio elevato.
  19. Non tradire il proprio paese o essere corrotto.
  20. Non rallentare la pratica e non sprecare il proprio tempo non esercitandosi.